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Memini amissi amoris
Errar, correndo l'olezzanti prati,
di vaghi fior cogliendo un serto bianco,
ancor ti veggo, solitario e stanco,
frai lumi di tramonti ormai spirati.
Svanisti con i dì che son passati;
indarno 'l guardo or corre all'ermo fianco,
'ché teco, nel fuggir, recasti, anco
i petal di quel serto disseccati.
Per giungere sin te, che stai remota,
m'offrì la rimembranza i fragil vanni;
ti colsi in una piaggia, spenta e vuota,
che nebbia e bui d'oblio avea per panni,
varcando, un sol istante, l'aura immota,
correndo, corsi il correre degli anni ...